
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”
Costituzione della Repubblica Italiana, Art.3.
UNA NUOVA FORMA DI BELLEZZA
un programma per la città di Bologna
Secondo Pricewaterhouse Coopers (PWC), una delle più importanti società di consulenze della finanza londinese, l’Italia, nella classifica mondiale del Prodotto Interno Lordo, nel 2050 passerà dall’attuale decimo al quindicesimo posto, superata dalle economie di Messico, Indonesia, Turchia, Nigeria, Vietnam. Niente di straordinario forse, tenendo conto della poderosa avanzata delle nuove economie o del fatto che da molti studiosi di diverse discipline viene messa in discussione con più di una ragione la rilevazione del PIL come unità di misura unica nella valutazione dello stato di benessere di una nazione. Se a questo però si sommano:
_la cronica incapacità dell’Italia di elaborare una politica credibile nel programmare il futuro economico e sociale;
_le osservazioni del Censis contenute nel rapporto 2010 dove gli italiani vengono definiti “adulti apatici che galleggiano in una società appiattita”;
_i livelli, per esempio, di disoccupazione giovanile e quelli di occupazione femminile; ecco che il quadro complessivo rischia di essere drammatico.
Non è più rinviabile uno sforzo di elaborazione che partendo dalle condizioni specifiche e particolari del nostro Paese tenti di teorizzare e sperimentare un nuovo modello politico-sociale, capace di rappresentare una credibile alternativa all’attuale assenza di prospettive, capace di immaginare e realizzare una nuova forma di bellezza.